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  • COMUNICATO STAMPA DEL 7-11-2018

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GLI SCUDETTI

PRIMO SCUDETTO 1924-25


Il Bologna, vincitore del Girone B del Campionato di Prima Divisione di Lega Nord, incontra
in finale il Genoa, vincitore del Girone A. Si giocheranno ben cinque finali per stabilire il
vincitore:
24 maggio: Bologna-Genoa 1-2
31 maggio: Genoa-Bologna 1-2
7 giugno: Bologna-Genoa 2-2 (a Milano)
5 luglio: Bologna Genoa 1-1 (a Torino)
9 agosto: Bologna-Genoa 2-0 (a Milano)
Nella successiva doppia finale per il titolo nazionale, il Bologna sconfigge facilmente (4-0 e 2-0)
l’Alba Roma, vincitore del Campionato di Lega Sud.
FORMAZIONE:
Allenatore: Hermann Felsner
Formazione: Gianni, Borgato, Gasperi, Giordani, Baldi, Genovesi, Pozzi, Della Valle,
Schiavio, Perin, Muzzioli
Reti: Della Valle 17, Schiavio 16, Pozzi 8, Perin 8, Muzzioli 7, Martelli I 5, Genovesi 3, Baldi 1,
Rubini 1


SECONDO SCUDETTO 1928-29


Il Bologna, vincitore del Girone B del Campionato di Prima Divisione, incontra nella finale
scudetto il Torino, vincitore del Girone A. Per assegnare il titolo è necessario uno spareggio, in
campo neutro, a Roma.
23 giugno: Bologna-Torino 3-1
30 giugno: Torino-Bologna 1-0
7 luglio: Bologna-Torino 1-0 (a Roma)
FORMAZIONE:
Allenatore: Hermann Felsner
Formazione: Gianni, Monzeglio, Gasperi, Genovesi, Baldi, Pitto, Busini I, Della Valle,
Schiavio, Busini III, Muzzioli
Reti: Schiavio 29, Busini III 17, Della Valle 8, Muzzioli 8 , Baldi 6, Pozzi 6, Busini I 3, Pitto 3,
Genovesi 2, Cogolli 1, Perin 1


TERZO SCUDETTO 1935-36


12 maggio 1936
FORMAZIONE:
Allenatore: Árpád Weisz
Formazione: Gianni, Fiorini, Gasperi, Montesanto, Andreolo, Corsi, Maini, Sansone,
Schiavio, Fedullo, Reguzzoni
Reti: Schiavio 9, Sansone 8, Fedullo 5, Andreolo 4, Maini 4, Ottani 4, Reguzzoni 3, Violi 1

QUARTO SCUDETTO 1936-37


17 maggio 1937
FORMAZIONE:
Allenatore: Árpád Weisz
Formazione: Ceresoli, Fiorini, Pagotto, Montesanto, Andreolo, Corsi, Biavati, Sansone,
Busoni, Fedullo, Reguzzoni
Reti: Reguzzoni 12, Busoni 9, Andreolo 6, Fedullo 4, Sansone 3, Corsi 2, Maini 2, Montesanto
2, Schiavio 2, Biavati 1, De Filippis 1

QUINTO SCUDETTO 1938-39


30 maggio 1939
FORMAZIONE:
Allenatore: Hermann Felsner
Formazione: Ceresoli, Pagotto, Ricci, Montesanto, Andreolo, Corsi, Biavati, Sansone,
Puricelli, Fedullo, Reguzzoni
Reti: Puricelli 19, Reguzzoni 8, Biavati 7, Andreolo 6, Sansone 6, Andreoli 1, Fedullo 1, Maini
1, Marchese 1, Montesanto 1

SESTO SCUDETTO 1940-41


22 aprile 1941
FORMAZIONE:
Allenatore: Hermann Felsner
Formazione: Ferrari, Fiorini, Ricci, Pagotto, Andreolo, Marchese, Biavati, Sansone, Puricelli,
Andreoli, Reguzzoni
Reti: Puricelli 22, Reguzzoni 17, Andreoli 7, Biavati 6, Andreolo 2, Ferrari 2, Sansone 2, Maini
1, Marchese 1

SETTIMO SCUDETTO 1963-1964


8 giugno 1964
FORMAZIONE:
Allenatore: Fulvio Bernardini
Formazione: Negri, Furlanis, Pavinato, Tumburus, Janich, Fogli, Perani, Bulgarelli, Nielsen,
Haller, Pascutti
Reti: Nielsen 22, Bulgarelli 8, Pascutti 8, Haller 7, Perani 6, Demarco 1, Fogli 1, Furlanis 1,
Tumburus 1

" L'OTTAVO SCUDETTO " 1926-27


Il campionato 1926-27 è vinto dal Torino davanti al Bologna. Qualche mese dopo però il titolo
viene revocato ai torinesi per un illecito sportivo, ma, nonostante il regolamento lo prevedesse,
non viene assegnato ai rossoblu.

APPROFONDIMENTI STORICI SULLO SCUDETTO 1926-27 NON ASSEGNATO

Il Caso Allemandi fu il primo grande scandalo del calcio italiano, che comportò la revoca dello scudetto vinto dal Torino nella stagione 1926-1927.


CRONACA DELL'ILLECITO:

Il tentativo di corruzione del giocatore Luigi Allemandi, terzino sinistro della Juventus, fu una vicenda alquanto complessa e dai retroscena che non furono mai ben chiariti. Secondo la cronaca del tempo, Luigi Allemandi venne avvicinato da un dirigente granata, il dottor Nani, che avrebbe corrotto il giocatore anticipandogli metà della somma pattuita, pari a 50.000 lire, affinché questi dirottasse a favore del Toro il risultato del derby di Torino in programma il 5 giugno 1927. In quel momento i granata erano in testa alla classifica con 10 punti ma braccati dal Bologna e dalla "Vecchia Signora" a quota 7. Per contattare il giocatore, Nani si affidò a Francesco Gaudioso, uno studente catanese del Politecnico che alloggiava in una pensione di via Lagrange dove aveva domicilio anche Allemandi. In quella stessa pensione vi era anche il giornalista Renato Farminelli, corrispondente dal capoluogo piemontese de Il Tifone, una testata dell'epoca.
Il derby si chiuse con la vittoria per 2 a 1 del Torino, ma Allemandi contrariamente ai presunti patti si segnalò tra i migliori in campo. Ovviamente Nani si rifiutò di pagare le restanti 25.000 lire: la discussione che si accese tra i due avvenne nella pensione di via Lagrange alla presenza di Gaudioso, ma fu udita anche da Farminelli che origliava da un'altra camera.

L'INCHIESTA DELLA FIGC

Da questo episodio, a fine campionato, Farminelli ricaverà sul Tifone un pepato articolo dal titolo C'è del marcio in Danimarca. Questo reportage provocherà le indagini della Federcalcio, alla cui testa si trovava all'epoca Leandro Arpinati, gerarca fascista nonché podestà della città di Bologna. Poiché fu proprio la squadra del Bologna che arrivò seconda dietro i granata, vi furono forti sospetti sull'imparzialità con cui vennero condotte le indagini.
Effettivamente quella che venne considerata la "prova schiacciante" era così fragile da suscitare il dubbio che fosse stata creata ad arte: durante un sopralluogo nella famosa pensione il vice di Arpinati, Giuseppe Zanetti, rinvenne in un cestino dei rifiuti alcuni pezzi di carta che uniti risultarono essere una lettera nella quale Allemandi reclamava il pagamento a saldo della somma pattuita.

LA SENTENZA

Il Direttorio Federale, riunito nella Casa del Fascio, revocò lo scudetto al Torino e squalificò a vita Allemandi, che nell'estate era passato dalla Juventus all'Inter, anche se in seguito alla medaglia di bronzo della Nazionale Italiana alle Olimpiadi del 1928, il giocatore godrà di un'amnistia. Nessun provvedimento fu invece preso a carico della Juventus, poiché i bianconeri si difesero spiegando che il terzino si era mosso in maniera autonoma e che la società zebrata era dunque vittima, e non protagonista, dell'illecito avvenuto. Tuttavia non vennero stranamente sanzionati altri due calciatori della "Vecchia Signora" coinvolti nell'inchiesta, Federico Munerati e Piero Pastore, accusati rispettivamente di aver ricevuto un non meglio precisato "dono" da parte di un'altra società, e di aver scommesso sulla sconfitta juventina nel derby (tra l'altro, durante l'incontro, lo stesso Pastore si fece espellere per fallo da reazione).
Lo scudetto restò invece perpetuamente "non assegnato", e non quindi dato al Bologna come i dirigenti della società felsinea reclamavano. Sulle motivazioni di questa mancata riassegnazione, contraria ai regolamenti che invece espressamente, secondo le norme del CIO, prevedevano la vittoria della seconda classificata nel caso di squalifica della prima piazzata, si avanzarono illazioni totalmente opposte. Da un lato c'era chi, credendo nella buona fede e nella probità di Arpinati, sostenne che fu proprio il gerarca a impedire la premiazione dei rossoblù perché ciò gli avrebbe tirato addosso ovvi sospetti di parzialità, dall'altro lato ci fu chi, specie tra i sostenitori granata, portò invece avanti la tesi secondo cui fu proprio Arpinati a ordire, e forse inventare o quantomeno gonfiare, lo scandalo che coinvolse Allemandi, mentre la mancata incoronazione dei felsinei sarebbe stata voluta da alti gerarchi, forse dal duce stesso, timorosi che le velenose critiche verso Arpinati potessero arrivare a discreditare l'immagine e l'autorità dello stesso Governo fascista.
Lo scudetto di quell'anno rimase dunque inaggiudicato, unico caso fino al ripetersi di un secondo episodio nel 2005. Nel 1949, durante i funerali del Grande Torino, la FIGC promise di riaprire il caso, ma tale assicurazione non ebbe mai seguito.

ULTERIORI CONTROVERSIE

Le speculazioni sul caso Allemandi, a distanza di tempo, non terminarono. A tal proposito il torinista Adolfo Baloncieri qualche anno dopo aggiunse una chiosa sibillina alla discussione sui precedenti accadimenti: «Un fatto dubbio si era presentato agli inquirenti: quel­lo di sospettare di un altro atle­ta che, per la sua dirittura mora­le, era inattaccabile». L'attaccante granata si riferiva presumibilmente al terzino destro bianconero Virginio Rosetta, il quale aveva in effetti consentito al Torino di portarsi sull'uno pari nella stracittadina, allargando le gambe al passag­gio del tiro su punizione (a detta dei cronisti non irresistibile) di Mihály Balacics.
Gianni Brera, nella sua Storia critica del calcio italiano, ipotizzò dunque: «A questo punto, non sembra necessario essere Sherlock Holmes per appurare come sia andata, e subito dopo capire come abbia potuto Allemandi militare nell'Inter di Giovanni Mauro, vicepresidente della Fe­derazione e temibile capo degli arbitri. I sottili ricatti reciproci avevano lasciato alla Juventus il terzino più dotato di classe [per l'appunto Rosetta] e avevano impedito al Bo­logna di acquistare un terzino che avrebbe fatto irresistibile coppia con il suo Monzeglio ai Mondiali 1934». Secondo questa teoria, insomma, la foga con cui Allemandi pretese la seconda rata del pa­gamento di Nani, pur essendo stato uno dei migliori in campo nel derby incriminato, era dovuta al fatto che egli era un semplice inter­mediario che doveva girare i soldi ai diretti interessati, e la Juventus, pertanto, avrebbe "sacrificato" Allemandi per evitare la squalifica di Rosetta.
Per quanto riguarda la mancata squalifica di Munerati e Pastore, inoltre, si subodorarono motivazioni di carattere commerciale. Edoardo Agnelli, infatti aveva ceduto ad Arpinati l'intero pac­chetto azionario degli Stabili­menti Poligrafici Riuniti, società editrice di il Resto del Carlino, un anno prima della vicenda. E benché Arpinati pareva si fosse deciso all'acquisto più per pressioni esterne che per un ef­fettivo interesse, l'affare appena concluso lo avrebbe collocato in una po­sizione di evidente soggezione nei confronti della potente fami­glia torinese. Tale considerazione, quindi, avrebbe potuto dissuadere il presidente federale dall'usare il pugno di ferro.
Allemandi, infine, tornò a parlare pubblicamente dell'argomentò solo nel 1976, poco prima di morire, quando dichiarò: «Sì, c'era stato qualco­sa di poco chiaro quel giorno. Ma il colpevole non ero io...»

 

I TROFEI EUROPEI:


COPPA DELL’EUROPA CENTRALE 1932


19 giugno, quarti di finale: Bologna-Sparta Praga 5-0
26 giugno, quarti di finale: Sparta Praga-Bologna 3-0
10 luglio, semifinale: Bologna-First Vienna 2-0
17 luglio, semifinale: First Vienna-Bologna 1-0
Le altre due semifinaliste, Juventus e Slavia Praga, vengono squalificate e la Coppa è
assegnata al Bologna.
Formazione: Gianni, Monzeglio, Gasperi, Montesanto, Baldi, Martelli II, Maini, Sansone,
Schiavio, Fedullo, Reguzzoni Allenatore: Lajos Kovacs

COPPA DELL’EUROPA CENTRALE 1934


17 giugno, ottavi di finale: Bologna-Bocksay Debreczin 2-0
24 giugno, ottavi di finale: Bocksay Debreczin-Bologna 2-1
1 luglio, quarti di finale: Bologna-Rapid Vienna 6-1
8 luglio, quarti di finale: Rapid Vienna-Bologna 4-1
15 luglio, semifinale: Ferencvaros Budapest-Bologna 1-1
22 luglio, semifinale: Bologna-Ferencvaros Budapest 5-1
5 agosto, finale: Admira Vienna-Bologna 3-2
9 agosto, finale: Bologna-Admira Vienna 5-1
Formazione: Gianni, Monzeglio, Gasperi, Montesanto, Donati, Corsi, Maini, Sansone,
Schiavio, Fedullo, Reguzzoni Allenatore: Guyla Lelovich

TORNEO DELL’ESPOSIZIONE DI PARIGI 1937


In occasione dell’Esposizione Universale che si svolge a Parigi, viene organizzato un torneo di
calcio tra le più forti formazioni europee.
30 maggio, quarti di finale:
Bologna-Sochaux 4-1
3 giugno, semifinale:
Bologna-Slavia Praga 2-0
6 giugno, finale:
Bologna-Chelsea Londra 4-1
Formazione: Ceresoli, Fiorini, Gasperi, Montesanto, Andreolo, Corsi, Busoni, Sansone,
Schiavio, Fedullo, Reguzzoni Allenatore: Árpád Weisz

MITROPA CUP 1961


Formazione: Cimpiel, Lorenzini, Pavinato, Tumburus, Taverna, Fogli, Perani, Rossini,
Nielsen, Demarco, Pascutti Allenatore: Fulvio Bernardini

COPPA DI LEGA ITALO-INGLESE 1970

Formazione: Vavassori, Roversi, Ardizzon, Cresci, Battisodo, Gregori, Perani, Rizzo, Savoldi,
Bulgarelli, Pace Allenatore: Edmondo Fabbri

UEFA INTERTOTO CUP 1998


Formazione: Antonioli, Paramatti, Ingesson, kolivanov, Magoni, Cappioli, Eriberto(Luciano), Tarantino,

Signori, Marocchi, Nervo,Bia, Binotto, Mangone

Allenatore: Carlo Mazzone (nella foto l'accompagnatore Oriano Corazza)

LE COPPA ITALIA :


COPPA ALTA ITALIA 1945-1946


Formazione: Ferrari, Pagotto, Ricci, Malagoli, Marchi, Marchese, Biavati, Valcareggi,
Cappello, Arcari, Taiti Allenatore: Josef Viola


COPPA ITALIA 1969-1970


Formazione: Adani, Roversi, Prini, Cresci, Janich, Gregori, Perani, Bulgarelli, Mujesan,
Turra, Savoldi Allenatore: Edmondo Fabbri


COPPA ITALIA 1973-1974


Formazione: Buso, Roversi, Rimbano, Battisodo, Cresci, Gregori, Ghetti, Massinelli, Savoldi,
Bulgarelli, Landini Allenatore: Bruno Pesaola